Barocco DiVino 2025: vini imperdibili e arte barocca a palazzo Chigi

Ci sono eventi in cui il vino smette di essere solo “prodotto” e torna a essere racconto, gesto culturale, identità. Per questo motivo Barocco DiVino appartiene a questa categoria: un viaggio multisensoriale che ha unito vini laziali, arte barocca, musica e teatro nelle sale del Piano Nobile di Palazzo Chigi, nel cuore dei Castelli Romani.
Un viaggio multisensoriale tra vino e Barocco
Barocco DiVino Ariccia, la nuova rassegna dedicata al vino del Lazio e alle eccellenze enogastronomiche dei Castelli Romani, è andata in scena venerdì 5 e sabato 6 dicembre 2025 a Palazzo Chigi ad Ariccia (RM). L’evento è rientrato nel cartellone “Castelli Romani – Città del Vino 2025” ed è stato promosso dal Comune di Ariccia con il patrocinio della Regione Lazio, di Arsial e dell’Associazione Nazionale Città del Vino, con il supporto organizzativo di Innova APS.
In questo contesto il filo conduttore di Barocco DiVino è stato, appunto, il Barocco, inteso non solo come epoca artistica, ma come chiave narrativa potente: le sale affrescate, le collezioni d’arte e l’atmosfera di Palazzo Chigi sono diventate la scenografia naturale in cui i vini del territorio hanno incontrato la teatralità delle sfilate, le parole della letteratura e le note della musica.
Non a caso l’elemento simbolico di questa edizione è stato il ritorno ad Ariccia del dipinto “La cattura di Cristo”, attribuito a Caravaggio, nuovamente esposto dopo un lungo tour effettuato in prestigiose sedi italiane.
Le visite guidate dedicate all’opera e alle sale barocche hanno permesso, così, di intrecciare il racconto del vino con quello della grande pittura seicentesca, trasformando la degustazione in un’esperienza culturale completa e sorprendentemente immersiva.
Il programma di Barocco DiVino Ariccia 2025: degustazioni, visite guidate e spettacoli
In concreto, il format di Barocco DiVino si è sviluppato su più livelli: chi è arrivato per i vini ha trovato un percorso di assaggio strutturato; chi è venuto per l’arte ha scoperto un palazzo barocco vivo e abitato; chi cercava intrattenimento ha trovato stornelli romaneschi, show cooking, sfilate e uno spettacolo enoculturale dedicato al vino.
Venerdì 5 dicembre: cacio e pepe, banchi d’assaggio e stornelli romaneschi
La prima giornata si è aperta con i saluti istituzionali del Sindaco Gianluca Staccoli e dell’Assessore alle Attività Produttive Barbara Calandrelli nella Sala Quadrata, seguiti dalla visita guidata a “La cattura di Cristo” di Caravaggio e alle sale barocche di Palazzo Chigi.
In quell’occasione il Sindaco ha spiegato il senso profondo del nome dell’evento. Ha ricordato che “Barocco DiVino è nato proprio per inserirsi in questo palazzo dichiaratamente barocco, dove l’eredità del Bernini emerge in ogni dettaglio con geniale evidenza“.
Gli ha fatto eco l’Assessore alle Attività Produttive e alle Politiche Sociali Barbara Calandrelli che ha sottolineato, inoltre, come “questa prima edizione rappresenta l’inizio di un percorso importante. Da un lato di riconoscimento enogastronomico. Dall’altro di crescita culturale, perché Ariccia non è solo porchetta, ma anche vino, arte e un Caravaggio di cui la città va fieramente orgogliosa“.

Successivamente, alle 18:00, la scena si è spostata sul gusto con lo show cooking “Le Fraschette vanno in scena: la cacio e pepe e i vini del territorio”, curato dalla sommelier e comunicatrice enogastronomica Cristina Santini. Quattro fraschette di Ariccia hanno reinterpretato la cacio e pepe in altrettante versioni, abbinate a quattro vini del Lazio selezionati per dialogare con sapidità, cremosità e componente pepata del piatto:
- Donna Marina Moscato di Terracina Dop Secco 2024 – Vini Valle Marina
- Frascati Superiore Docg Villa dei Preti 2024 – Villa Simone
- Campo Fattore IGT Lazio (Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio) 2023 – Dino Limiti
- Velobra Cesanese del Piglio Docg 2024 – Vini Giovanni Terenzi
Dalle 19:30 il via ai banchi d’assaggio aperti al pubblico, mentre alle 20:30 l’atmosfera si è fatta dichiaratamente popolare con gli stornelli romaneschi di Ilario Belli, in arte Sor Ponentino, che ha portato sul palcoscenico la romanità più autentica, in perfetto dialogo con il calice.
Sabato 6 dicembre: Caravaggio, abiti barocchi e “Il Verso del Vino”
Il giorno successivo, la seconda giornata di Barocco DiVino Ariccia 2025 ha approfondito la dimensione culturale dell’evento. Nel pomeriggio sono state eseguite ulteriori visite guidate a “La cattura di Cristo” e alle sale barocche del palazzo, così da intrecciare ancora una volta storia dell’arte e racconto del territorio.
Poi, dalle 18:00, i banchi d’assaggio sono tornati protagonisti con i vini laziali, mentre la serata è entrata nel vivo con un vero e proprio set barocco all’interno di Palazzo Chigi:
- alle 20:30 sfilata di abiti barocchi originali dell’Atelier & Academy FedeMorgana nelle sale del palazzo;









- alle 21:00, in Sala Quadrata, lo spettacolo enoculturale “Il Verso del Vino” con l’attrice Giada Prandi e il compositore di colonne sonore Stefano Switala, che hanno raccontato il vino attraverso poesia, letteratura e musica in forma coinvolgente e interattiva.
Vini laziali protagonisti a Palazzo Chigi di Ariccia per Barocco DiVino
Dal punto di vista enologico, il cuore di Barocco DiVino è stato il vino. Oltre 40 produttori da tutta la regione Lazio hanno portato in degustazione le loro etichette, costruendo così una mappa liquida che ha attraversato territori, denominazioni e stili diversi: dai Castelli Romani alla Tuscia, dalle aree costiere alle zone interne.
In particolare, ai banchi d’assaggio si sono viste realtà storiche e progetti più recenti, tra cui Poggio Le Volpi, Omina Romana, Cantine Silvestri, Fontana Candida, Villa Simone, Casale Vallechiesa, Vini Valle Marina, Vini Giovanni Terenzi, Cantina Gaffino, Cantina Belardi, Villa Cavalletti, Muscari Tomajoli, Tenuta Iacoangeli, Rossi di Medelana e molte altre…
L’obiettivo è stato offrire uno spaccato ampio e credibile della produzione regionale, tra vitigni autoctoni, nazionali e internazionali.
In questo modo, durante Barocco DiVino, il percorso di degustazione ha consentito di muoversi liberamente tra bianchi territoriali, rosati, rossi strutturati, bollicine e vini dal profilo gastronomico, seguendo il proprio filo narrativo: per vitigno, per territorio, per stile.



È stata un’occasione preziosa non solo per gli appassionati, ma anche per ristoratori, enotecari, operatori e comunicatori del vino desiderosi di aggiornare la propria conoscenza sul Lazio del vino.
Il food di Barocco DiVino Ariccia 2025: cacio e pepe, lievitati e gelato al mosto
Al tempo stesso, se il calice è stato protagonista, la cucina non è restata a guardare. Accanto ai vini, infatti, Barocco DiVino ha messo al centro la tradizione gastronomica dei Castelli Romani e del Lazio con format che hanno alternato show cooking, piatti dedicati e banchi food.
La cacio e pepe delle fraschette di Ariccia, già al centro dello show cooking del venerdì, è diventata quasi una “piattaforma sensoriale” su cui far salire bianchi profumati, rossi agili e interpretazioni più strutturate, giocando su contrasti e armonie.
Nel food village hanno, invece, trovato spazio:
- lo chef Ermanno Bravetti del Ristorante La Cueva, con piatti che hanno riletto la tradizione locale;
- il Mastro Pasticciere Giancarlo De Rosa, con panettoni e grandi lievitati artigianali;
- il Maestro gelatiere Roberto Troiani, con il suo gelato al mosto che ha legato in modo naturale il mondo del dessert a quello del vino;
- produttori di salumi, formaggi, conserve, chips di ortaggi, erbe spontanee e prodotti del lago di Nemi, a ricordare la ricchezza agricola del territorio.
Molti dei prodotti presenti in degustazione erano anche acquistabili in loco, permettendo di trasformare l’esperienza in una piccola “dispensa di territorio” da ricreare a casa, con la stessa atmosfera calorosa respirata nelle sale del palazzo.
Un bilancio conclusivo
Barocco DiVino è stato un evento nato per valorizzare Ariccia come “Città dell’Accoglienza”, ma soprattutto per ricordare che il vino è davvero capace di tenere insieme storia, paesaggio, cultura ed enogastronomia. In definitiva, la manifestazione ha mostrato quanto un calice possa diventare veicolo di identità, quando incontra un luogo straordinario e una regia capace di far dialogare tutte queste dimensioni.
Per continuare questo viaggio tra calici, territori ed emozioni e se questo racconto ti ha incuriosito continua a seguire i miei itinerari nel mondo del vino e degli abbinamenti su King Roberto’s Wines.