Pinot Nero e Sauvignon: il Giro d’Italia a Roma

Roma, per due giorni, diventa una mappa da leggere con il calice in mano: Pinot Nero e Sauvignon sono le coordinate di questo viaggio del 7 e 8 febbraio 2026, tra masterclass e banchi di assaggio.

Pinot Nero e Sauvignon a Roma all'evento organizzato dalla rivista Vinodabere presso l'Hotel Belstay di Via Aurelia Roma

L’evento è organizzato dalla testata giornalistica Vinodabere presso Hotel Belstay: una location funzionale, comoda per chi arriva in città e, soprattutto, adatta a un format che alterna approfondimento tecnico e degustazione libera. Un appuntamento, dunque, che mette al centro due varietà globali capaci, in Italia, di cambiare pelle a ogni latitudine.

L’idea portante è chiara: niente celebrazione generica del “vitigno famoso”, ma un percorso comparato che prova a rispondere alla domanda davvero interessante. Come si traducono Pinot Nero e Sauvignon quando incontrano suoli alpini, colline interne, aree vulcaniche e scelte stilistiche differenti? In altre parole: quali sono i tratti italiani che emergono quando smettiamo di cercare la copia di Borgogna o il cliché del Sauvignon “solo aromatico” e iniziamo a ragionare per identità.

Due vitigni, infinite letture

Il Pinot Nero è un banco di prova. Chiede precisione, misura, disciplina in vigna e in cantina e non concede molte scorciatoie. È uno di quei vitigni che, se “funziona”, racconta nitidamente la mano di chi lo ha interpretato e il luogo da cui arriva. Il Sauvignon, al contrario, sembra più immediato: profumi riconoscibili, energia gustativa, freschezza. Proprio per questo è spesso semplificato. Messo in batteria, invece, diventa uno strumento di lettura finissimo: può passare dall’erba tagliata agli agrumi, dalla pietra focaia al frutto più maturo, e quando ha materia e gestione corretta dell’evoluzione sa sorprendere.

Il valore dell’evento sta qui: non nel “bere tanto”, ma nel bere con un criterio, facendo confronti diretti e costruendo connessioni. È un approccio che parla tanto agli appassionati quanto agli operatori: chi lavora in sala o in enoteca sa quanto sia utile rimettere ordine tra stili, territori e annate, soprattutto quando i clienti chiedono “un Pinot Nero buono” o “un Sauvignon non banale” senza altri indizi.

Pinot Nero e Sauvignon: programma masterclass e approfondimenti

Di seguito, la parte che conviene salvare come promemoria: orari, contenuti e scalette. L’impostazione è lineare: sabato mattina due masterclass consecutive; poi banchi di assaggio con fasce dedicate e apertura al pubblico.

Sabato 7 febbraio 2026 – Masterclass

Ore 10:30 | Il Giro d’Italia del Sauvignon
Con Maurizio Valeriani, Salvatore Del Vasto e Pino Perrone.
Focus di degustazione (cosa andare a cercare nel calice):

  • impronta varietale (erbe aromatiche, agrumi, frutto) vs impronta territoriale (mineralità, sapidità, tensione)
  • maturità e precisione aromatica (nitido vs “dolce/ampio”)
  • gestione dell’evoluzione: freschezza che regge nel tempo, complessità, eventuali note da affinamento

Vini in degustazione:

  • Casale del Giglio – Sauvignon 2025
  • Marco Mergè – Omnia Mater Sauvignon Limited Edition 2024
  • Tenuta Montauto – Sauvignon Enos I 2024
  • Cantina Bolzano – Alto Adige Sauvignon Riserva Greel 2023
  • Plonerhof – Alto Adige Sauvignon Exclusiv 2023
  • Isolabella della Croce – Piemonte Sauvignon Blanc 2023
  • Casata Mergè – Sauvignon “Sesto 21” 2023
  • Gump Hof – Sauvignon Blanc Praesulis 2023
  • Tröpfltalhof – Garnellen 2020
  • Venica & Venica – Collio Sauvignon Ex Tempore 2018

Ore 12:00 | Il Giro d’Italia del Pinot Nero
Con Maurizio Valeriani, Pino Perrone e Gianni Travaglini.
Focus di degustazione (cosa segnarsi mentre assaggi):

  • qualità della trama tannica (finezza, setosità, presa)
  • equilibrio tra frutto, acidità e alcol (slancio vs peso)
  • eventuale legno: integrazione, pulizia, coerenza
  • chiusura: precisione e persistenza senza appesantire

Vini in degustazione:

  • Tenuta Montauto – Pinot Nero 2023
  • Gump Hof – Pinot Nero Praesulis 2023
  • Cantina Bolzano – Alto Adige Pinot Nero Riserva Bachmann 2022
  • Plonerhof – Alto Adige Pinot Nero Riserva Exclusiv 2022
  • Isolabella della Croce – Piemonte Pinot Nero Bricco del Falco 2021
  • San Salvatore 1988 – Pino di Stio 2021
  • Castelsimoni – Pinot Nero Riserva Diamante Nero 2020
  • Marco Buvoli – Pinot Nero S 2020
  • Brunnenhof Mazzon – Alto Adige Pinot Nero Riserva Vigna Zis 2019
Tavolo illuminato da luce naturale con due calici: uno di Pinot Nero dal colore rubino profondo e uno di Sauvignon dal tono giallo paglierino. Sullo sfondo si intravedono delle botti di legno mentre un taccuino aperto con appunti di degustazione suggerisce un approfondimento tecnico sui due vitigni.

Banchi di assaggio: quando la teoria incontra il banco

Dopo la parte didattica, l’evento si apre al banco. Ed è qui che spesso accade la parte più interessante: tornare su un vino dopo dieci minuti, verificare come cambia nel calice, fare domande, incrociare percezioni con altri assaggiatori, scoprire etichette meno note.

Sabato 7 febbraio

  • 14:00–16:00 accesso riservato a operatori, stampa e ONAV
  • 16:00–20:00 apertura al pubblico

Domenica 8 febbraio

  • 10:30–18:30 apertura

Info e Biglietti qui

Pinot Nero e Sauvignon: perché vale la visita

Il calendario romano è pieno, e non tutto merita attenzione allo stesso modo. Qui il punto di forza è il focus: due vitigni, tante interpretazioni, una regia che prova a trasformare la degustazione in racconto territoriale. È il genere di appuntamento che funziona sia per chi sta costruendo cultura personale, sia per chi lavora e ha bisogno di aggiornarsi senza perdere tempo in eventi “rumorosi” e poco leggibili.

Se ami il Pinot Nero, è un’occasione per confrontare stili italiani diversi senza l’alibi del “tanto è un vitigno difficile”. Se ami il Sauvignon, è l’opportunità per uscire dalla comfort zone del profumo facile e capire dove il vitigno può arrivare quando trova profondità, mineralità, evoluzione. Se sei un operatore, è un banco di prova concreto per aggiornare la carta o per selezionare etichette che parlano davvero di territorio.

Alla fine, l’Italia del Pinot Nero e del Sauvignon non è un’idea astratta: è un insieme di scelte agronomiche, interpretazioni, sensibilità. Metterle una accanto all’altra, nello stesso luogo e nello stesso weekend, è il modo più semplice per fare una cosa che nel vino resta rara: imparare davvero, senza raccontarsela.

Conclusioni: cosa ti porti a casa su Pinot Nero e Sauvignon

L’Italia del Pinot Nero e del Sauvignon funziona perché ti lascia qualcosa di concreto: una griglia mentale per leggere due vitigni che tutti nominano e pochi confrontano davvero. Le masterclass danno metodo e contesto, i banchi di assaggio trasformano la teoria in verifica immediata, calice dopo calice.

Se l’obiettivo è uscire dall’evento con idee chiare su stile, territorio e coerenza produttiva, questo è uno di quegli appuntamenti che vale segnare in agenda.

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© 2025 Roberto Garofalo – C. F.  GRFRRT69L31G273P

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