Roma Bar Show 2026: la sesta edizione cambia stagione e trasloca alla Nuvola
Per anni ho segnato il Roma Bar Show a maggio. Il caldo che arriva a Roma, i primi aperitivi all’aperto. Il Roma Bar Show 2026 cambia tutto questo. Nuova data, 14 e 15 settembre, e nuova casa. La manifestazione lascia il Palazzo dei Congressi dell’Eur e si trasferisce alla Nuvola di Fuksas, il centro congressi firmato dall’archistar romano. Un’architettura sospesa che è già un simbolo della città.
Il cambio di casa racconta più della semplice logistica. Fotografa un evento che, edizione dopo edizione, è passato dall’essere una fiera di settore a un appuntamento fisso per la bar industry italiana e internazionale.

Roma Bar Show 2026: una storia che parte dal 2019
Il Roma Bar Show nasce nel 2019 dall’idea di Andrea Fofi, Giuseppe Gallo, Fabio Bacchi e del collettivo Jerry Thomas Project. L’obiettivo dichiarato era riunire in un unico evento tutti i protagonisti del beverage e della mixology italiana. Da allora resta l’unico appuntamento in Italia dedicato esclusivamente a questo settore. In sei anni è cresciuto fino ad attirare un socio come Fiere di Parma, che nel 2026 entra nel capitale della manifestazione.
Ne avevo già raccontato le novità della quinta edizione. Il passo compiuto in un anno si vede tutto nel cambio di location e di stagione.
Il trasferimento alla Nuvola risponde proprio a questa crescita: più spazio, una location più funzionale, un profilo sempre più internazionale di espositori, buyer e pubblico. Fabio Bacchi e Leonardo Leuci, soci fondatori insieme all’amministratore delegato Andrea Fofi, parlano di un format che unisce passione per il beverage e professionalità di chi lavora nel settore. L’obiettivo dichiarato è rendere Roma un hub internazionale della bar industry.
I numeri di Roma Bar Show 2026
Per il 2026 gli organizzatori annunciano oltre 200 espositori provenienti da più di 30 Paesi, distribuiti su circa 10.000 metri quadrati. Ad accompagnare la parte commerciale c’è un Educational Program fitto: 40 tra masterclass, seminari e talk. Gli spazi coinvolti sono l’Auditorium da 250 posti, la Tasting Room e la RBS Academy by Perrier, che ne ospita altri 120 all’esterno. Torna inoltre il Mexican Village, la sezione dedicata alla cultura e ai distillati d’agave che negli ultimi anni ha avuto un peso crescente nel calendario della manifestazione.
Le novità: Future Drinking, Business Room e Buyer Program
Tre le novità che segnano davvero un cambio di passo per questa edizione.
La prima è Future Drinking, l’area interamente dedicata al segmento No & Low Alcohol. Un ambito che sta diventando strategico per bar e ristoranti che vogliono ampliare l’offerta senza rinunciare a struttura e storytelling.
La seconda è la Business Room, uno spazio formativo che si allontana dalla tecnica di bancone. Si parla di leadership, gestione economica, analisi dei dati, sviluppo di format e costruzione di un brand. La bar industry italiana sta maturando anche sul piano imprenditoriale. Al bartender oggi si chiedono ricette e materie prime, ma sempre più spesso anche numeri e posizionamento di mercato.
La terza è il Buyer Program, sviluppato insieme a ICE Agenzia e a Fiere di Parma. Un percorso di incontri B2B pre-agendati tra buyer internazionali e operatori italiani, organizzato anche attraverso una piattaforma digitale dedicata.
Un programma educativo di livello internazionale
Tra i nomi già annunciati per l’Educational Program figurano Faye Chen, bar manager del Double Chicken Please di New York, e Jonathan Gabbay dell’Argo di Hong Kong. Ci sono anche Marco Corallo del Saikindō di Abu Dhabi e David Wondrich, tra i massimi storici del cocktail a livello mondiale. Wondrich porterà a Roma un intervento sulla storia del cocktail italoamericano.
Con questi nomi il Roma Bar Show allarga il dialogo alla scena internazionale della mixology, quella delle classifiche World’s 50 Best Bars. Alle prime edizioni, un cartellone così sarebbe stato difficile da immaginare per una fiera romana.

I protagonisti in fiera
Tra i grandi gruppi presenti alla Nuvola ci sono Gruppo Montenegro, Pernod Ricard, Brown-Forman, Coca-Cola HBC, Velier, Doreca, Fratelli Branca Distillerie, Compagnia dei Caraibi, Onesti Group, Perrier, Orsini, Molinari e Pallini. Accanto a loro, storiche distillerie italiane come Luxardo, Nonino, Cocchi, Varnelli e Nardini. E numerosi brand emergenti che scelgono Roma come vetrina di lancio.
Alcune presenze meritano un accenno più diretto. Compagnia dei Caraibi porta alla Nuvola il proprio focus su rum e agave, categorie in forte crescita nei consumi italiani. Tassoni presenta l’evoluzione della propria linea analcolica, con una tonica e un botanico entrambi a zero zuccheri. Da appassionato più di vino che di soft drink, colpisce vedere quanto anche questo comparto rincorra i codici della mixology contemporanea. Pallini e Acqua Orsini animano i propri stand con incontri e degustazioni guidate insieme a bartender italiani. Il calendario dettagliato delle attivazioni, con i relativi orari, resta da confermare sui canali ufficiali della manifestazione.
Il prologo: RBS Opening Party 2026
Prima della due giorni alla Nuvola c’è un antipasto. Domenica 13 settembre, alla vigilia dell’apertura, il Roma Bar Show firma l’RBS Opening Party 2026 insieme a Etsu Gin, distillato giapponese. L’appuntamento è al Bar della Musa, dentro Palazzo Talìa, a Largo del Nazareno 25, a pochi passi da Fontana di Trevi.
La serata è divisa in due momenti. Dalle 19 alle 21 l’ingresso è riservato su invito, per gli ospiti di RBS e D&C. Dalle 21 alle 23 il party si apre al pubblico, in formato standing e fino a esaurimento capienza. Sponsor della serata sono Etsu Gin e D&C. “Non è solo un party. È l’inizio.”, si legge nell’annuncio ufficiale.
Roma Bar Show 2026: vale la pena andarci?
Il Roma Bar Show 2026 ha superato la fase di crescita spontanea e sta costruendo una struttura più solida. Nuova location, un socio industriale più strutturato come Fiere di Parma, nuovi strumenti di business. Resta da vedere se questa maturità organizzativa si tradurrà in un reale salto di qualità per il settore, in termini di sostenibilità dei modelli di business e di capacità di trasformare masterclass e competizioni in valore duraturo per chi lavora dietro al bancone.
Il programma completo, con orari e aggiornamenti, è consultabile sul sito ufficiale della manifestazione.
Per chi si occupa di beverage, però, la risposta è già scritta in agenda: il 14 e 15 settembre, alla Nuvola, è comunque un appuntamento da non perdere.