Vino e Arte che Passione 2026: la decima edizione torna al Casino dell’Aurora Pallavicini

Alzo lo sguardo e trovo l’Aurora di Guido Reni sopra la mia testa, mentre nel bicchiere ruota un vino appena versato ad un banco d’assaggio. È lo scenario che, ogni anno, rende Vino e Arte che Passione un appuntamento diverso da qualsiasi altro evento romano del vino. Quest’anno il format arriva alla decima edizione, segno di un pubblico che negli anni ha continuato a scegliere questo modo di degustare vino a Roma.

Un'illustrazione digitale ricca di dettagli celebra la decima edizione dell'evento "Vino e Arte che passione". Al centro si trova un calice di vino rosso posizionato su un blocco di marmo con la scritta "X EDIZIONE", affiancato a destra da un grande numero 10 dorato. Sullo sfondo si mescolano elementi dell'arte classica italiana: a sinistra la cupola di San Pietro a Roma e la statua del David di Michelangelo, a destra una statua greca classica e, in alto nel cielo nuvoloso, la raffigurazione di Dio dalla "Creazione di Adamo". La composizione è incorniciata da grappoli d'uva rossa, foglie di vite e vortici di colore rosso, blu e oro.

Vino e Arte che Passione 2026, cosa sapere

Vino e Arte che Passione 2026 andrà in scena il prossimo 11 ottobre, dalle 14 alle 20.30, al Casino dell’Aurora Pallavicini, in via Ventiquattro Maggio 43 a Roma. L’evento è organizzato da CF Wine Advisor Srls e, come detto, taglia il traguardo della decima edizione. Un numero tondo che, per una manifestazione nata quasi come un esperimento, oggi racconta piuttosto una consuetudine consolidata nel calendario enogastronomico della Capitale. I dettagli aggiornati sono disponibili sulla pagina ufficiale dell’evento mentre l’acquisto dei biglietti è disponibile su Eventbrite

La formula resta quella che ha reso riconoscibile la manifestazione fin dalle prime edizioni: degustazioni di cantine selezionate abbinate a una visita alle collezioni d’arte della dimora che le ospita. Non è un dettaglio secondario. È, semmai, il cuore del progetto.

Una storia lunga dieci anni

Vino e Arte che Passione nasce nel 2016 da un’idea di Ciro Formisano e Antonio Pocchiari, co-fondatori di CT Consulting Events, con l’obiettivo dichiarato di unire l’eccellenza enologica italiana alla bellezza delle dimore storiche della Capitale. Nel corso degli anni il format ha cambiato più volte cornice ma sempre restando a Roma. Ha attraversato la Pinacoteca del Tesoriere nelle prime edizioni e, nel 2021, la Galleria del Cembalo di Palazzo Borghese per la quinta edizione.

Dal 2022 la manifestazione ha eletto il Casino dell’Aurora Pallavicini a location quasi fissa, ospitando la sesta, la settima e la nona edizione. L’unica eccezione recente è il 2024, quando per l’ottava edizione l’evento si è spostato alla Galleria del Cardinale Colonna, all’interno di Palazzo Colonna. Con la decima edizione, Vino e Arte che Passione conferma quindi la sede che ne ha accompagnato la maggior parte della storia, proseguendo sulla stessa linea già seguita nel 2025.

Il Casino dell’Aurora Pallavicini, una cornice che parla da sola

Basta varcare la soglia del Casino dell’Aurora Pallavicini per capire perché gli organizzatori di Vino e Arte che Passione abbiano scelto più volte questo luogo. La prestigiosa sede dell’evento, infatti, si trova proprio all’interno di questo edificio barocco dei primi del Seicento, situato sul colle del Quirinale, all’interno del complesso di Palazzo Pallavicini Rospigliosi, proprio di fronte al palazzo della Presidenza della Repubblica.

Sorge sulle rovine delle antiche Terme di Costantino e prende il nome dal ciclo pittorico che lo rende celebre in tutto il mondo. Al suo interno si può ammirare l’Aurora di Guido Reni, l’affresco che dà nome e fama al palazzo ed è considerato tra le opere più copiate della storia dell’arte. Nelle sale si trovano inoltre dipinti attribuiti a Luca Giordano e Annibale Carracci.

Anche l’esterno racconta una storia. La facciata è impreziosita da lastre di sarcofagi romani del secondo e terzo secolo dopo Cristo, mentre sculture antiche come la Minerva e la Diana cacciatrice accompagnano il percorso, insieme alla scala d’ingresso nota come “la Pastorella”.

Camminare tra i banchi d’assaggio con questo sfondo cambia il modo in cui si percepisce il bicchiere. Non è più solo un calice da valutare. Diventa parte di una scena più ampia e quasi teatrale.

Vino e Arte che Passione al Casino dell'Aurora Pallavicini. Ampia veduta del giardino storico del Casino dell'Aurora Pallavicini a Roma durante l'evento "Vino e Arte che passione". Numerosi partecipanti passeggiano e si intrattengono sul prato verde e lungo un camminamento in pietra curvo. L'area all'aperto è allestita con grandi ombrelloni bianchi che riparano i banchi d'assaggio ricchi di bottiglie di vino per le degustazioni. Sullo sfondo si erge la facciata barocca del Casino dell'Aurora, arricchita da rilievi classici e ampie vetrate, parzialmente ombreggiata dalle fronde di grandi alberi secolari.

Come arrivare e informazioni pratiche

Chi partecipa a Vino e Arte che Passione trova il Casino dell’Aurora Pallavicini sul colle del Quirinale, a pochi passi dal Palazzo che ospita la Presidenza della Repubblica e dalle principali fermate della metro linea A. È una zona centrale, ben servita, quindi raggiungibile senza difficoltà anche da chi arriva da fuori Roma per l’occasione. L’ingresso per l’edizione 2026 è aperto dalle 14 alle 19, mentre l’evento prosegue fino alle 20.30.

Sono previste tre formule di biglietto acquistabili sul sito Eventbrite. Il biglietto intero, a 35 euro, include la degustazione open di tutte le cantine partecipanti, il calice e un box food con panini, salumi, formaggi e verdure, disponibile anche in versione vegetariana. Il ridotto Sommelier, a 25 euro, prevede lo stesso pacchetto ma è riservato a chi è tesserato AIS, FIS, ARS, FISAR, ONAV o Assosommelier, da dimostrare all’ingresso con la tessera. Il biglietto VIP Area, a 100 euro, aggiunge l’accesso alla VIP Lounge con degustazioni abbinate alle creazioni dello chef dell’evento. L’ingresso, è bene ricordarlo, è riservato esclusivamente ad un pubblico adulto.

Trattandosi di un evento pomeridiano, dalle 14 alle 20.30, resta comunque il tempo per abbinare la visita a una passeggiata nel quartiere, tra il Quirinale e via Nazionale. Un’occasione, quindi, anche per chi vuole unire la degustazione a un giro turistico nel cuore della città.

Per chi è pensato l’evento

Vino e Arte che Passione si rivolge a un pubblico eterogeneo: winelover curiosi, sommelier, operatori della ristorazione e professionisti del settore enologico. È una platea che, storicamente, ha sempre trovato in questa manifestazione un punto d’incontro raro tra degustazione e cultura visiva. Non è un caso che l’evento venga descritto, negli anni, come uno degli appuntamenti di riferimento della Capitale per chi lavora nel mondo del vino, oltre che per i semplici appassionati.

Per le aziende vinicole partecipanti, la giornata rappresenta un’occasione concreta per raccontarsi. Non si tratta solo di versare un calice al banco d’assaggio. Significa spiegare il territorio, la filosofia produttiva, le scelte fatte in vigna e in cantina, a un pubblico che arriva già predisposto all’ascolto. Anche i ristoratori presenti possono trarne beneficio, perché la formula dell’evento invita naturalmente a ragionare sugli abbinamenti tra un calice e un piatto, tema che raramente trova spazio in un evento del vino tradizionale. È esattamente il tipo di racconto che, da content creator che segue da vicino aziende e ristoranti, trovo più interessante da seguire e documentare. Quando un produttore riesce a collegare la propria storia al luogo in cui la racconta, la degustazione smette di essere un semplice assaggio e diventa memoria condivisa.

Vale la pena andare a Vino e Arte che Passione 2026?

Non ho ancora in mano la lista definitiva delle cantine che parteciperanno all’edizione 2026, e non la anticipo finché non sarà confermata ufficialmente dagli organizzatori. Quello che posso dire, sulla base delle precedenti edizioni ma soprattutto della storia della manifestazione, è che Vino e Arte che Passione ha costruito nel tempo una reputazione solida proprio perché non si limita a essere evento tra i tanti. La componente artistica non è un contorno decorativo ma parte integrante dell’esperienza.

Per chi vive a Roma o è di passaggio l’11 ottobre, la decima edizione offre un pomeriggio in cui degustazione e patrimonio storico si intrecciano in uno spazio che normalmente non è aperto al pubblico con questa facilità. Per ogni altra info e per gli approfondimenti vi rimando al sito dell’organizzatore.

Nel frattempo, vi ricordo, che trovate tutti gli altri appuntamenti dell’anno nel mio calendario completo degli eventi vino 2026.

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© 2026 Roberto Garofalo – C. F.  GRFRRT69L31G273P

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