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Alta Langa Roma 2026: cronaca di un grande successo

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Alta Langa Roma 2026: cronaca di un grande successo

L’Alta Langa DOCG ancora una volta cattura l’attenzione della Capitale. Vi avevo anticipato Alta Langa Roma 2026 in questo articolo. L’evento si è svolto lunedì 11 maggio presso lo Spazio Field di Palazzo Brancaccio ed è stato rivolto al mondo dell’Horeca e della stampa. Organizzato per il terzo anno consecutivo dal Consorzio Alta Langa, ha confermato, quindi, un legame sempre più solido tra questa denominazione e Roma.

Alta Langa Roma 2026: i numeri della terza edizione

Oltre 700 ospiti accreditati, 115 cuvée in degustazione suddivise tra vini bianchi, rosati e riserve, nella tipologia brut e pas dosé, 47 produttori presenti, tre masterclass sold out guidate da Marco Reitano, sommelier del ristorante Tre Stelle Michelin La Pergola (Rome Cavalieri – The Waldorf Astoria).

Numeri che testimoniano una crescita costante e un legame sempre più saldo tra Alta Langa DOCG e Roma. Frutto di un lavoro attento del Consorzio, iniziato già nell’autunno del 2023 con una tappa del format “Alta Langa DOCG: Anima di un Territorio” e proseguito nel 2024 e nel 2025 con le prime due edizioni della manifestazione.

Degustazione Alta Langa Roma 2026 allo Spazio Field di Palazzo Brancaccio

I produttori di Alta Langa DOCG presenti ad Alta Langa Roma

Alla terza edizione di Alta Langa Roma 2026, i produttori protagonisti della giornata erano: Abrigo Fratelli, Agricola Brandini, Agricola TT, Anna Maria Abbona, Banfi, Bera, Bosca, Cantina Clavesana, Casa E. di Mirafiore, Colombo, Contratto, Coppo, Cortino, Cuvage, Daffara & Grasso, Deltetto 1953, Duchessa Lia, Enrico Serafino, Ettore Germano, Fontanafredda, Gancia, Garesio, Ghione Anna, Giulio Cocchi, Ivaldi, La Fusina, La Torre di Castel Rocchero, Marcalberto, Marco Capra, Marziano Abbona, Nada Giuseppe, Paolo Ferri, Pecchenino, Pianbello, Piazzo Comm. Armando, Podere Gagliassi, Poderi Cusmano, Poderi Vaiot, Rizzi, Roccasanta, Saffirio, Tenuta Carretta, Tenuta Il Falchetto, Tenuta Langasco, Terre del Barolo, Tosti1820, Vite Colte.

“Oltre al grande afflusso di operatori – commenta il presidente del Consorzio Alta Langa Giovanni Minetti – in questa edizione di Alta Langa Roma abbiamo raggiunto un numero importante di aziende partecipanti, e il fatto che i nostri produttori abbiano accolto con questo entusiasmo l’invito del Consorzio spiega meglio di tante parole la loro voglia – e l’orgoglio – di presentare al pubblico di esperti e professionisti la propria interpretazione di un prodotto di alta qualità che sta ricevendo sempre più attenzione e apprezzamenti. Il risultato di giornate come queste rafforza la nostra intenzione di consolidare l’appuntamento di Roma come evento promozionale consortile fisso e ricorrente, come momento di confronto con gli operatori e il pubblico professionale e come un’occasione unica per presentare le annate attualmente in commercio di Alta Langa DOCG e le caratteristiche di un territorio di origine unico e straordinario.“

La mia masterclass ad Alta Langa Roma 2026: il tempo come risposta

Prima di ogni evento mi faccio una domanda. È mia, intima, e me la pongo come strumento critico per avere una chiave di lettura precisa: perché dovrei bere questo vino piuttosto che un altro?

Ho assistito alla masterclass sull’evoluzione nel tempo dell’Alta Langa DOCG, guidata da Marco Reitano. La risposta alla mia domanda è arrivata dalla progressione delle bottiglie in calice, non da una singola etichetta.

Una delle Masterclass durante Alta Langa Roma 2026 allo Spazio Field di Palazzo Brancaccio

La batteria era composta da quattro vini:

Fontanafredda Vigna Gatinera 72 mesi Riserva 2016. Un Blanc de Noir Pas Dosé, 100% Pinot Nero da singola parcella a Serralunga d’Alba. Prodotto in tiratura limitata con degorgement progressivo. Reitano ha precisato che la bottiglia aveva circa dieci anni di vita.

Gancia Cuvée 60 Mesi Riserva 2011. 80% Pinot Nero e 20% Chardonnay, affinato per almeno 60 mesi nelle cantine storiche di Canelli. Al naso sentori di viennoiserie, burro fuso e salsedine. Al palato ampio, con perlage di rara finezza.

Contratto Riserva Special Cuvée Pas Dosé Alta Langa DOCG Riserva 2016. 90% Pinot Nero, 10% Chardonnay dal vigneto di Bossolasco a 750 metri. Affinamento di oltre 90 mesi sui lieviti, remuage manuale. Il mio preferito in assoluto. Quelle note di leggera ossidazione (controllata ed elegante) o rendono davvero intrigante. Non è un difetto. È il tempo che firma il vino.

Banfi Cuvée Aurora 100 Mesi Riserva 2013. Solo in magnum, 1.000 bottiglie. 85% Pinot Nero, 15% Chardonnay, affinamento di almeno 100 mesi sui lieviti. Crosta di pane, lievito, pasticceria, gelsomino. Al palato acidità sostenuta dalla struttura. Un vino che chiede rispetto.

L’Alta Langa DOCG è sempre millesimato. Ogni bottiglia riporta l’annata in etichetta. Il tempo sui lieviti non uniforma: differenzia. Quella leggera ossidazione del Contratto 2016 non è un tratto esclusivo di questo vino: altri grandi metodo classico percorrono la stessa strada con risultati altrettanto convincenti. Ma quella bottiglia, con quell’annata, quel territorio, quel tempo sui lieviti, era irripetibile in quel momento. Ed è per questo che la risposta alla mia domanda è più semplice di quanto sembri: si sceglie l’Alta Langa perché nessun altro spumante può essere esattamente quello.

Il cocktail di Alta Langa Roma 2026: Torino Royal

Il cocktail di Alta Langa Roma 2026: Torino Royal

Nel corso dell’evento, Christian Comparone, Bar Manager di Baylon Cocktail Bar & Bistrot, ha presentato il cocktail “Torino Royal“.

Il drink – ha spiegato Comparone – nasce come interpretazione contemporanea del Piemonte, proponendo un dialogo tra alcune delle sue espressioni più identitarie: l’Alta Langa DOCG, il Vermouth di Torino IGP e il Rosolio di Torino, insieme al liquore alla nocciola, testimonianza liquida della nocciola piemontese. La ricetta dà vita a un equilibrio armonico e stratificato, in cui note agrumate, floreali e speziate si intrecciano con la complessa verticalità del Metodo Classico. Il risultato è un cocktail di grande bevibilità, rotondo e vibrante, capace di valorizzare le caratteristiche distintive dell’Alta Langa e di raccontarne la versatilità anche nel mondo della miscelazione.

Alta Langa Roma 2026 incontra la città: dieci locali protagonisti

Nei giorni precedenti Alta Langa Roma 2026, dieci rinomati locali romani sono stati protagonisti di un servizio fotografico che ha contribuito a diffondere l’Alta Langa DOCG nella Città Eterna. Il metodo classico piemontese ha incontrato la ristorazione romana per raccontare storie di passione e maestria, dalla sala al cuore delle cucine. Gli scatti sono stati pubblicati sui canali social del Consorzio.

I locali coinvolti: Osteria Della Vittoria, Pierluigi, Antico Arco, Il Convivio Troiani, Avenida Caló, Mamma Orso, Al Ceppo 1968, La Quercia, San Baylon e Baylon Cocktail Bar.

Un progetto che già lo scorso anno aveva coinvolto i locali Mirabelle, Follie del Villa Agrippina a Gran Meliá Hotel, L’Arcangelo, Armando al Pantheon, Sushisen, Romané di Stefano Callegari, Baccano, Idylio by Apreda del The Pantheon Iconic Rome Hotel, Ai Piani e Osteria Chiari.

Le partnership

S.Bernardo rappresenta la perfetta unione di qualità, tradizione ed eleganza. La sua fonte ha origine nelle Alpi Marittime piemontesi, a un’altezza di 1.300 metri, in un ambiente incontaminato. Conosciuta sin dal 1926 per la sua leggerezza e per le eccellenti caratteristiche organolettiche, dagli anni Novanta è anche espressione del design italiano, grazie alla sua inconfondibile bottiglia “Gocce”, disegnata da Giorgetto Giugiaro.

La Tradizione, a Roma, è una storica bottega gastronomica, riconosciuta per la straordinaria selezione di salumi e formaggi di alta qualità provenienti da tutta Italia e non solo. Un indirizzo iconico che custodisce e valorizza il patrimonio enogastronomico nazionale attraverso ricerca, competenza e attenzione alla materia prima.

Olio Quattrociocchi è un’eccellenza dell’olivicoltura italiana, sinonimo di qualità, innovazione e profondo legame con il territorio laziale. Un’azienda di Alatri che, attraverso una filiera attenta e tecniche avanzate, valorizza l’olio extravergine d’oliva come espressione autentica della tradizione e della cultura mediterranea.

Il Consorzio Alta Langa

Il Consorzio Alta Langa è stato costituito nel 2001, con l’obiettivo di tutelare un prodotto nato dopo molti anni di ricerche e studi sulla vocazionalità delle aree interessate. Uno spumante nato come progetto sperimentale, riunisce oggi viticoltori e produttori che hanno fatto crescere questa denominazione giovane ma con radici profonde che rimandano alla seconda metà dell’800.

I produttori protagonisti di Alta Langa Roma 2026 allo Spazio Field di Palazzo Brancaccio

A dicembre 2025 il Consorzio conta 100 produttori e 90 viticoltori associati. Vanta una partnership di lunga data con la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, di cui è Main Sponsor e dove l’Alta Langa DOCG è Official Sparkling Wine, e con il mondo Slow Food, in particolare con la Banca del Vino e con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Il Consorzio è inoltre partner tecnico del Teatro Regio di Torino. L’Alta Langa DOCG è stato nominato “Vino dell’Anno Regione Piemonte” 2025.

L’Alta Langa DOCG

L’Alta Langa DOCG raccoglie l’eredità e prosegue la tradizione del primo metodo classico d’Italia, nato proprio in Piemonte nella seconda metà del 1800. La denominazione ha ottenuto la DOC nel 2002 e la DOCG nel 2011. Oggi ha una produzione ancora molto limitata, rappresentata da circa tre milioni di bottiglie.

L’Alta Langa DOCG è prodotto con uve Pinot Nero e Chardonnay tra il 90 e il 100%. Le tipologie sono bianco o rosé nelle versioni brut, extra-brut o pas dosé. Il vino si avvale di un affinamento sui lieviti di almeno 30 mesi (60 per la tipologia Riserva). Caratteristica distintiva è quella di essere uno spumante esclusivamente millesimato: ogni bottiglia riporta sempre in etichetta l’anno della vendemmia.

Viene prodotto in un territorio alto collinare (440 metri slm l’altitudine media) che abbraccia le province di Alessandria, Asti e Cuneo. 149 comuni, tra i 250 e gli oltre 800 metri sul livello del mare.

I numeri del Consorzio e dell’Alta Langa DOCG:

  • Oltre 100 cantine produttrici associate al Consorzio
  • 500 ettari di vigneto tra le province di Alessandria, Asti e Cuneo
  • Il “vigneto Alta Langa” è coltivato per 2/3 a Pinot Nero e per 1/3 a Chardonnay
  • 3.500.000 bottiglie potenziali prodotte con la vendemmia 2025 (in commercio non prima dell’autunno 2028)
  • Mercato interno: 85%
  • Export: 15%

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