Taste of Roma 2026: porte aperte al Gazometro
Al Gazometro di Roma grande festa per l’apertura ufficiale di Taste of Roma 2026, che fino al 10 maggio porterà la cucina di ricerca e le nuove tendenze in uno degli spazi più energetici della città, in un’atmosfera di condivisione, inclusione e gusto.

Si è svolto il 6 maggio, negli spazi dello storico Gazometro, polo Eni e Enilive di innovazione e tecnologia, il taglio del nastro della decima edizione di Taste of Roma 2026. Una grande festa di convivialità e alta cucina, organizzata da Silvia e Mauro Dorigo di Be.it Events, che animerà l’ex stabilimento industriale fino al 10 maggio tra degustazioni, masterclass, talk e intrattenimento.

“Tornare nella Capitale con Taste of Roma 2026 dopo quattro anni di assenza ci riempie di gioia e questa prima serata ci ha fatto sentire l’entusiasmo e il calore del pubblico e degli chef che da sempre ci seguono. Vedere poi le nuove generazioni di chef che con entusiasmo hanno aderito alla manifestazione portando al grande pubblico la loro idea di cucina ci fa sentire quanto sia sempre sentita l’esigenza di sperimentare e confrontarsi con pubblico e colleghi” spiega Mauro Dorigo, General Manager di Be.it Events.
“Con questa edizione, vogliamo dare un nuovo slancio al Taste, renderlo ancora più inclusivo e accogliente, aperto a nuovi e giovani progetti gastronomici e alle diverse scelte ed esigenze alimentari avendo dato molto spazio al gluten free e al Veggie. Sarà davvero un evento per tutti e con tutti. La scelta di questa location e la collaborazione con Eni nasce dal desiderio di rendere sempre più energetica e dinamica la manifestazione, disegnando nuove dinamiche e traghettarla verso il futuro” sottolinea Silvia Dorigo, Co-Founder di Be.it Events.
Al taglio del nastro, per i saluti istituzionali, è intervenuto Paolo Giuntarelli, Direttore affari della presidenza, Turismo, Audiovisivo, Sport della Regione Lazio: “Lo scopo di questa manifestazione non è solo far assaggiare dei piatti ma è fare cultura. Proprio nell’anno in cui la cucina italiana è diventata Patrimonio dell’Unesco, Taste è tornato per esaltare questo successo che la nostra cucina ha raggiunto. Questi chef non fanno altro che testimoniare il valore della nostra cucina che fa parte della nostra identità. La Regione Lazio non può che esser vicina e sostenere il Taste, nella speranza, in futuro, di poterla replicare in altre zone del territorio perché l’attrattività enogastronomica è un modo per far conoscere la Regione Lazio a un pubblico sempre più ampio”.
Sul palco Enilive anche Massimiliano Colella, Direttore Generale di Innovacamera: “Volevo ringraziare Mauro e Silvia Dorigo per aver scelto questa location. Questo è un posto iconico, la prima area industriale di Roma, voluta dal Sindaco Nathan ai primi del 1900. Questo luogo forniva il gas per l’illuminazione pubblica per tutta la città. Nel 2019 Eni ha ripreso in mano questi spazi, li sta riqualificando per destinarlo alla città creando un centro per sperimentare e fare cultura dell’innovazione. Ma è anche un luogo di eventi in tema cioè eventi che fanno sperimentazione e innovazione il proprio cavallo di battaglia. Ringrazio tutti gli chef che con i loro piatti ogni giorno sperimentano nuovi gusti. Questo è un po’ il senso di questo posto. Parliamo quindi di cibo, di benessere e di qualità della vita”.
A sottolineare l’importanza della manifestazione per gli chef partecipanti è anche Heinz Beck, amico di Taste fin dalla prima edizione: “Taste of Roma 2026 si conferma il luogo ideale per condividere la nostra idea di cucina attraverso un dialogo immediato con le persone”.

Taste, dunque, non è solo uno spazio di convivialità e buon cibo ma anno dopo anno si conferma un ponte che unisce generazioni lontane tra loro, persone e culture differenti, le fa sedere alla stessa tavola e, un boccone alla volta, le fa dialogare in uno scambio reciproco di conoscenza, emozioni e suggestioni che lasciano un’impronta in chi assaggia ma anche in chi cucina.
La mia serata al Taste of Roma 2026
Ero al Gazometro il 6 maggio, prima per il pre-opening riservato alla stampa e poi per la serata di degustazione vera e propria. Non ci venivo da qualche anno e il cambio di location si sente. Via Ostiense non è il centro glamour di Roma, ma il Gazometro ha una presenza fisica che pochi spazi riescono ad avere: quei cilindri metallici che si stagliano nel cielo della periferia industriale dicono qualcosa di preciso su che tipo di evento vuoi essere. Non un festival da passerella. Qualcosa di più grezzo, e più onesto.
Il pre-opening del 6 maggio era riservato alla stampa: taglio del nastro, saluti istituzionali, un piccolo buffet e un brindisi con Piper-Heidsieck. Poca roba a tavola, ma era quello il senso. Poi ognuno per la sua strada. La serata vera l’ho fatta dopo, in autonomia insieme ad altri colleghi, muovendoci tra gli stand con calma. Il meteo non era dalla nostra parte: cielo pesante, vento e qualche minaccia di pioggia che ha tenuto tutti con un occhio all’insù per buona parte della serata. In effetti un paio di pioggerelline sono arrivate, brevi, ma il Gazometro regge e niente ha davvero condizionato la serata.
Ho scelto cinque tavoli: La Pergola, Osteria Fernanda, Sbracio, Oro Bistrot e Anavà.
Da La Pergola di Heinz Beck ho assaggiato tre piatti. La tartare di ricciola marinata con mandorle e chufa è stata probabilmente il piatto più alto dell’intera serata: pulita, precisa, con quella complessità che non urla ma resta. I sedanini De Cecco con gamberi rossi e purea di melanzane affumicate meno convincenti, almeno in questo contesto. Il dolce – sfera di fragole e panna con kombucha e profumi di rosa – un colpo secco: elegante e sorprendente in egual misura.



Da Osteria Fernanda di Davide Del Duca un solo piatto, ma uno di quelli che ti spiazzano. I Plin di rosa canina con spuma di parmigiano e olio allo sciso arrivano in bianco, senza pomodoro, eppure la rosa canina ne simula la presenza con una precisione quasi disarmante. Un’idea semplice raccontata con mestiere.
Da Sbracio di Andrea Cavallaro ho fatto il giro completo e l’impressione è stata tra le più solide della serata. La picanha di razza alpina affumicata con burro montato alle alici era sublime — materia prima trattata con rispetto e senso. I gyoza di maiale iberico alla brace con crudo di tonnetto e cenere di alga nori molto interessanti, ma con un profilo gustativo deciso, non per tutti. Il carrè di agnello con caffè, caprino e fave fermentate stesso discorso: sapori importanti, costruzione coraggiosa.



Da Oro Bistrot di Kerim Montinaro e Natale Giunta ho trovato il piatto più inaspettato della serata: la tartare di anatra affumicata, meno scontata di quanto il nome lasci pensare e davvero interessante. Le ribs di maiale alla diavola con broccolini in salmoriglio invece da leccarsi i baffi: dopo La Pergola e Sbracio, uno dei piatti più interessanti dell’intera serata. Il tonnarello cacio, pepe e peperone ha invece pagato dazio al peperone crusco, troppo invadente rispetto agli altri elementi.
Chiusura da Anavà di Danilo Mancini: tutto corretto, nulla fuori posto. Il cocktail di gamberi Mazzara in versione crudo-cotto e la pennetta alla vodka con datterino giallo e pancetta tesa piacevoli, senza particolari scosse. Il dolce — fior di fragola con cremoso al caprino e fragole al sambuco — ha puntato su una dolcezza rotonda e immediata che non lascia molto spazio alla riflessione. Chiusura pop, forse troppo.
Cinque interpretazioni diverse di cosa voglia dire portare la propria cucina fuori ristorante. C’è chi si avvicina al formato festival con preparazioni più facili da gestire in mobilità, chi invece non abbassa la guardia e porta piatti che avrebbero senso su qualsiasi tavola seria. Il pubblico della serata, già dalla prima data, era attento e curioso. Taste of Roma 2026 riparte bene.
Info utili
Taste of Roma 2026
c/o Gazometro – via Ostiense 82 – Roma
Orari: Da mercoledì 6 a domenica 10 maggio 2026
Mercoledì, giovedì e venerdì dalle 18:00 alle 24:00
Sabato e domenica dalle 12:00 – 16:00 e dalle 18:00 alle 24:00
Tipologie di biglietti a partire da 14 euro
- Open: valido in una qualsiasi data
- Abbonamento 2 giorni: valido per l’ingresso in due date a scelta tra i 5 giorni
- Standard: valido solo per la data scelta
- Happy Taste: valido per l’ingresso entro le ore 19:00 e include un drink omaggio
- Pacchetti Famiglia da 3 o 4 persone: valido solo per la data scelta
- Taster: valido per accesso nella data scelta e con crediti inclusi
- VIP: valido per accesso alla lounge, drink omaggio e crediti per piatti e bevande
- Parcheggio interno: per chi acquista ingresso VIP
Tutte le altre info sul sito dell’organizzatore