Roma Hortus Vini 2026: sette edizioni all’Orto Botanico tra vini autoctoni e notti romane
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Roma Hortus Vini 2026: sette edizioni all’Orto Botanico tra vini autoctoni e notti romane
L’Orto Botanico di Roma di notte, illuminato tra piante secolari e il profumo dell’estate, è già un posto che giustifica la visita. Aggiungi oltre 200 etichette da vitigni autoctoni italiani, Luca Maroni che conduce degustazioni sul prato sotto le stelle, e la serata diventa un’altra cosa. Roma Hortus Vini 2026 torna dal 12 al 14 giugno per la settima edizione consecutiva. Tre serate nel giardino trasteverino di Largo Cristina di Svezia, con le degustazioni incluse nel biglietto e nessun percorso imposto.
Un festival che nasce da una vigna
Roma Hortus Vini non esiste senza il Vigneto Italia. Nel 2019, per festeggiare il primo compleanno del Vigneto, Luca Maroni e Sens Eventi hanno creato l’evento Roma Hortus Vini. Prima ancora, nel 2018 erano state impiantate nell’Orto Botanico oltre 300 barbatelle di vitigni autoctoni provenienti da ogni regione italiana.
Il Vigneto Italia occupa circa 520 metri quadrati su un clivo nella parte nord-ovest dell’Orto, a ridosso delle Mura Aureliane. È il primo e unico museo ampelografico vivo al mondo che raccoglie le principali varietà di uve autoctone nazionali, più una selezione di varietà straniere tra le più diffuse. In questo lembo di terra convivono 150 varietà da tutte le regioni italiane, coltivate con metodo biodinamico. Il risultato è un posto che, anche senza il festival, varrebbe già la visita.
Dal primo compleanno del Vigneto a oggi, l’evento ha mantenuto la stessa formula: accesso serale esclusivo all’Orto Botanico, degustazioni libere incluse nel biglietto, degustazioni guidate sul prato con Maroni. La settima edizione non cambia l’impianto. Lo arricchisce.
Cosa trovi a Roma Hortus Vini 2026
I banchi d’assaggio sono distribuiti tra i viali del giardino, suddivisi per regione. Oltre 200 etichette, tutte da vitigni autoctoni. I produttori sono presenti direttamente. Non c’è un percorso obbligato: decidi tu da dove partire, dove fermarti, quante volte tornare sullo stesso banco.
Il momento più atteso rimane la Dégustation sur l’herbe. Ogni sera, sul prato antistante il Vigneto Italia, Luca Maroni conduce una degustazione corale all’aperto. Alcune etichette selezionate tra quelle presenti ai banchi, il cielo di Roma sopra la testa, il frinire delle cicale come sottofondo. È il format più riconoscibile dell’evento, quello che chi c’è stato almeno una volta ricorda per primo.
Per una pausa dal vino, i food truck propongono fritti, polpette e burger. C’è anche un’opzione vegetariana.



Il programma serale della settima edizione
La settima edizione punta sull’atmosfera. Il programma prevede spettacoli di trampolieri e giocoleria tra i viali, una performance di danza aerea con luna luminosa tra i filari del Vigneto Italia, e i consueti interventi teatrali di Michele La Ginestra alla Fontana degli Undici Zampilli. Trenta minuti a serata, tono ironico, calibrato per funzionare tra un calice e l’altro.
La colonna sonora è affidata a Extradate DJ Set. Sound ispirato ai rooftop estivi romani, secondo gli organizzatori. Elegante, non invasivo.
Date, orari e biglietti per Roma Hortus Vini 2026
Venerdì 12 e sabato 13 giugno: dalle 18:00 alle 24:00, ultimo ingresso ore 23:00. Domenica 14 giugno: dalle 18:00 alle 22:00, ultimo ingresso ore 21:00. Location: Museo Orto Botanico di Roma, Largo Cristina di Svezia 23. Gli animali non sono ammessi per disposizione del Museo.
I biglietti in prevendita online costano 25 euro. In cassa 30 euro. I soci FAI, AIS e FISAR entrano a 20 euro, solo in cassa. I bambini fino a 11 anni entrano gratis. Le degustazioni sono incluse nel prezzo di ingresso. Il sito ufficiale è romahortusvini.com.
Perché vale la pena andarci
Roma Hortus Vini non è un evento tecnico. Non è pensato esclusivamente per professionisti o appassionati strutturati. La formula funziona proprio perché abbassa la soglia di accesso senza abbassare la qualità dei vini. Puoi passarci una serata intera senza mai avere la sensazione di dover dimostrare niente.
Detto questo, la concentrazione di vitigni autoctoni rari, varietà che fuori dai loro territori di origine si trovano con difficoltà, è un argomento solido anche per chi al vino ci pensa in modo tecnico. Sette edizioni consecutive in uno dei giardini più belli di Roma non si costruiscono per caso.
Biglietti e informazioni: qui