Champagne Experience 2026: Bologna capitale italiana dello Champagne
Bologna torna ad essere, per il secondo anno di fila, il punto di riferimento italiano per chi ama lo Champagne. Domenica 4 e lunedì 5 ottobre 2026, BolognaFiere ospita, infatti, la nona edizione di Champagne Experience 2026, la manifestazione organizzata da Excellence SIDI e dedicata esclusivamente alle bollicine francesi.

Dopo il debutto del 2025, l’evento si sposta nel padiglione 18, più ampio rispetto al 15 utilizzato l’anno scorso: un segnale chiaro di una crescita che l’organizzazione ha scelto di assecondare con più spazio a disposizione degli utenti.
Ma chi c’è dietro Champagne Experience? Dietro Champagne Experience c’è Excellence SIDI, società di capitali che unisce ventuno tra i principali distributori e importatori italiani di vini e distillati di alta qualità. Nel 2024, ultimo dato disponibile, il gruppo ha generato un fatturato complessivo di 327,4 milioni di euro, con oltre 2.045 agenti attivi su tutto il territorio nazionale e più di 2.185 aziende distribuite. È questa rete a costruire, edizione dopo edizione, un appuntamento pensato prima di tutto per gli operatori del settore Horeca, i ristoratori, i sommelier e gli enotecari, senza però chiudere le porte agli appassionati.
Champagne Experience 2026: il percorso tra Maison e territori
Il cuore della manifestazione resta la degustazione. Champagne Experience 2026 porta in assaggio i vini di 125 Maison, organizzati secondo le grandi aree produttive della denominazione: Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Côte des Blancs e Côte des Bar. A queste si aggiunge una sezione riservata alle Maison classiche, mentre torna anche la collaborazione con Champagne de Vignerons, l’associazione creata nel 2001 dal Syndicat Général des Vignerons de la Champagne per dare voce al lavoro dei piccoli vigneron della regione. Muoversi tra i banchi seguendo la geografia, invece che il solo nome delle etichette, permette un confronto più diretto: stessi vitigni, suoli diversi, risultati che cambiano.
Sicuramente il momento non è tra i più semplici per la denominazione. A fine giugno 2026, infatti, le spedizioni di Champagne avevano toccato 107,1 milioni di bottiglie, in leggero aumento grazie all’export, mentre il mercato francese continuava a contrarsi. A luglio il CIVC ha fissato la resa commercializzabile della vendemmia 2026 a 8.800 chilogrammi per ettaro, in calo rispetto ai 9.000 del 2025 e per il quarto anno consecutivo. Un dato che racconta la prudenza con cui la filiera sta gestendo scorte e produzione, in vista di una domanda internazionale meno brillante rispetto agli ultimi anni. La raccolta, tra l’altro, è arrivata con largo anticipo: il ban des vendanges è scattato il 21 agosto, quasi due settimane prima della media stagionale, dopo una campagna segnata da gelate primaverili, ondate di calore a giugno e infine siccità, con situazioni molto diverse da zona a zona. Proprio per questo, Champagne Experience 2026 diventa anche un termometro utile perché permette di osservare da vicino come Maison e vigneron stiano rispondendo a un mercato in trasformazione.

Le Master Class di Champagne Experience 2026
Tra le Master Class di Champagne Experience 2026, ce n’è una a cui tengo particolarmente: quella dedicata ad Alexandre Moreau, in scena lunedì 5 ottobre. Ne ho parlato direttamente con Fabio Merlo, co-fondatore e socio amministratore di Passion France, il distributore ufficiale che ha introdotto e valorizzato in Italia la svolta stilistica impressa da questo talentuoso vigneron. Fabio mi ha riservato un posto per questa interessante masterclass: un’occasione in più per seguire da vicino il lavoro fatto in vigna e in cantina.
Il passaggio di conduzione enologica in cantina, dalla madre Sylvie ad Alexandre, si è ormai completato, e i nuovi champagne parcellari e monovitigni raccontano bene dove sta andando la Maison. Non so ancora cosa ci sarà in degustazione ma sono certo che come sempre sarà un momento pensato per chi vuole andare oltre l’assaggio generico e capire come parcella e vitigno finiscano davvero nel calice.
Proprio il calice ufficiale di Champagne Experience 2026 cambia volto. Nasce dalla collaborazione con Odessa, distributore italiano esclusivo di Stölzle Lausitz, ed è serigrafato con il logo della manifestazione. Accompagnerà i visitatori lungo tutto il percorso tra Maison e territori: un dettaglio che può sembrare marginale, ma chi fa degustazione professionale sa quanto incida sulla lettura di un vino.
I numeri di Champagne Experience 2025 e le novità di quest’anno
I numeri dell’edizione 2025, la prima a Bologna dopo gli anni di Modena, aiutano a capire perché l’organizzazione abbia scelto di ampliare gli spazi in vista di Champagne Experience 2026.
Oltre 7.000 visitatori in due giorni, 145 realtà produttive e poco più di 700 etichette in degustazione, con un incremento del 20% rispetto all’ultima edizione modenese. Numeri che confermano l’Italia come uno dei mercati di riferimento per lo Champagne: nel 2024, ultimo dato disponibile, il nostro paese si è piazzato quinto al mondo per volume, con 8,4 milioni di bottiglie importate, e quarto per valore, con 235 milioni di euro, secondo il Comité Champagne. Un posizionamento che regge nonostante un contesto economico tutt’altro che semplice.
I biglietti per la manifestazione sono già disponibili ed acquistabili solo online, sul sito ufficiale di Champagne Experience, con formula giornaliera oppure abbonamento valido per entrambe le giornate. Champagne Experience 2026 apre le porte dalle 10 alle 18, sia domenica che lunedì. Due giornate per attraversare la Champagne senza muoversi da Bologna, tra grandi Maison e piccoli Vigneron.
Io ci sarò, calice alla mano, pronto a seguire tutto il percorso tra Maison e territori e, con particolare attenzione, la Masterclass di Alexandre Moreau. Due giorni a Bologna, quindi, per comprendere, ancora una volta, da vicino, grandi Maison, piccoli vigneron e un mercato che sta imparando, resa dopo resa, a fare i conti con un momento diverso da quello degli ultimi anni.
Ci vediamo a bologna.
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