Cerasuolo d’Abruzzo a Roma: la Wine Experience del Consorzio il 18 giugno al Ripetta Palace

Il Cerasuolo d’Abruzzo a Roma arriva con un evento che vale la pena seguire.
Il mio rapporto con il vino non è nato da una guida, da un corso o da una degustazione professionale. È nato da una bottiglia di Montepulciano d’Abruzzo. Avevo quasi trent’anni, mia moglie è abruzzese, e l’Abruzzo era una regione che stavo imparando a conoscere non solo attraverso i suoi paesaggi. Il vino che mi aprì quella porta era della cantina Illuminati di Controguerra. Da lì è partito tutto. E con Stefano Illuminati, nel tempo, si è costruita anche un’amicizia. Trent’anni dopo, eccomi qui. Nel frattempo il Montepulciano si è affinato, il Trebbiano ha trovato nuova dignità critica, e il Cerasuolo d’Abruzzo nel 2010 ha ottenuto la prima denominazione italiana dedicata esclusivamente alla tipologia rosata. Non era scontato e non è un dettaglio secondario.
Per questo, quando il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo mi ha invitato alla Wine Experience del 18 giugno, non ci ho pensato due volte.
Cerasuolo d’Abruzzo a Roma: cosa succede il 18 giugno al Ripetta Palace
L’evento si tiene al Ripetta Palace, Sala Dorotea, dalle ore 15.00, nel cuore di Roma.
Il format è diviso in tre momenti. Alle 15.00 parte il talk riservato alla stampa dal titolo “Cerasuolo d’Abruzzo DOC, un vino unico e identitario”, moderato da Francesca Valtorta, attrice e sommelier, madrina dell’evento. Non si tratta di una conferenza stampa: è un confronto tra giornalisti, esperti e rappresentanti del settore sul valore del Cerasuolo nel panorama italiano.
Contestualmente, dalle 15.00 alle 18.00 in Sala Bernini, il walk around tasting per operatori e ospiti selezionati. Venti cantine ed etichette libere da esplorare. È il formato che preferisco: ti muovi tu, scegli tu e torni su un vino se vuoi approfondire.
Infine, dalle 19.00 alle 22.30 la Corte Giardino del Ripetta Palace ospita la serata su invito. Registro diverso, pubblico diverso.
Le venti cantine presenti
Qui di seguito le cantine presenti: Fontefico, Fattoria Nicodemi, Mastrangelo, Buccicatino, Barba, Talamonti, Lidia e Amato, Torre Zambra, Giuseppe Simigliani, Marramiero, Guardiani Farchione, Barone Cornacchia, Agricola Olivia, Citra, Casal Thaulero, Nododivino, Colle Moro, Vini Biagi, Tenuta Terraviva e Tenuta I Fauri.
Alcune le conosco già, altre le affronterò per la prima volta. In ogni caso, in un pomeriggio, si riesce a fare una panoramica che sul territorio richiederebbe molto più tempo.

Il Cerasuolo d’Abruzzo a Roma: storia e carattere di un vino identitario
Il Cerasuolo si ottiene dalle uve Montepulciano con un contatto sulle bucce molto breve, o direttamente in bianco. A differenza di un rosato da salasso, il profilo che ne esce è più strutturato: un vino dal colore cerasuolo (cerasa in dialetto abruzzese vuol dire ciliegia) con profumi fruttati netti e un sorso che tiene insieme freschezza e struttura meglio di quanto ci si aspetti.
Prima del 2010 era classificato come sottodenominazione del Montepulciano d’Abruzzo. Ottenere una DOC propria ha cambiato la posizione del vino sul mercato: di conseguenza, i produttori hanno potuto smettere di presentarlo come variante di qualcos’altro.
Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio, ha detto che l’obiettivo dell’evento è raccontare “la visione di un territorio che ha saputo evolversi senza perdere autenticità“. Fuori dal comunicato stampa, la sostanza regge: il Consorzio gestisce oltre 33.000 ettari vitati e il 70% della produzione va all’estero. Inoltre, non è una realtà che ha bisogno di costruirsi una reputazione da zero.
Con cosa abbinare il Cerasuolo d’Abruzzo a Roma
Il Cerasuolo d’Abruzzo è un vino da tutto pasto. Trovare, quindi, il Cerasuolo d’Abruzzo a Roma in un walk around tasting con venti cantine è un’occasione per capire quante interpretazioni esistano. Funziona già dall’aperitivo con un tagliere di salumi abruzzesi: la Ventricina del Vastese è l’abbinamento territoriale più diretto, insieme a formaggi freschi o di media stagionatura. Regge bene anche il pesce: il brodetto abruzzese, con il suo fondo di pomodoro e la concentrazione del brodo, è uno degli abbinamenti classici della tradizione locale. A tavola va bene inoltre con la pasta alla chitarra al ragù di agnello e con carni bianche alla griglia. La freschezza e la trama tannica leggera lo rendono versatile senza farlo diventare neutro.
Cosa mi aspetto da questo evento
L’evento è riservato a stampa, operatori del settore e ospiti selezionati. Quindi non è una fiera aperta al pubblico: il Consorzio ha scelto un formato più ristretto e controllato.
Io ci sarò al talk delle 15.00 e al walk around tasting del pomeriggio. Portare il Cerasuolo d’Abruzzo a Roma in un contesto come questo è una scelta precisa ed è un occasione da non perdete. Il racconto, con le note sui vini assaggiati e le impressioni dalle cantine presenti, quindi, uscirà qui tra qualche giorno.